Il paradosso della ricerca del lavoro
I giovani si dice che non abbiano voglia di lavorare. Ma piuttosto mi sembra che non si possa nascere imparati. Nessuno nasce esperto, eppure il mercato del lavoro sembra pretendere proprio questo.
Si pretendono esperti già formati, senza dare possibilità a molti giovani di divenire tali
Non tutti, ma alcuni lavori non danno la possibilità di crescere. Indagando svariate app per trovare un impiego, l'unica cosa che ho notato è che molti posti di lavoro cercano giovani già esperti al pari di qualcuno che lavora in quel determinato settore da anni.
I requisiti? Almeno uno, due, tre anni di esperienza. Magari con un diploma e perché no? anche una laurea. Se fosse possibile, aggiungiamo un master e diversi attestati di corsi frequentati. Tutto ciò per la modica cifra di 1.500€ al mese. E in più ci tengo a sottolineare che ci si deve sentire fortunati.
E allora la domanda sorge spontanea
Per chi è un comune mortale, che possiede un diploma e l'esperienza deve farla? Beh, non vedo nessun problema: 600€ al mese, 8 ore di lavoro, con un'ora di pausa. Oppure la soluzione alternativa è di startene a casa. Così che il datore di lavoro possa andare a dire che non hai voglia di lavorare!
Eee questi giovani. Non si accontentano mai, mi viene proprio da dire! Peccato che se poi proponessero lo stesso contratto a colui che si fa chiamare datore di lavoro, e non sfruttatore, non accetterebbe di buon grado.
Quando vedo lavori chiamati "stage non retribuiti" al solo scopo di adescare persone che lavorino a gratis, mi rendo conto di quanto determinate persone pensino solo al loro progetto e al loro guadagno. Magari nell'800 si poteva fare. Ma ci tengo a ricordare che, così come coloro che decidono di assumere giovani che lavorano a gratis devono mangiare, anche questi giovani ne hanno l'esigenza.
Non si può pretendere che un ragazzo o una ragazza lavori mesi interi senza un compenso, solo per "fare esperienza". L'esperienza non si mangia, non paga l'affitto, non fa la spesa. E se un'azienda non è in grado di pagare chi lavora, forse è il caso di chiedersi se sia davvero un'azienda o solo un modo per sfruttare la buona fede di chi cerca un'opportunità.
Il paradosso dell'esperienza
È come minimo devi avere una laurea e anni di esperienza nel settore che desideri lavorare. Ma se l'esperienza non date la possibilità di farla, mi spiegate come è possibile trovare giovani con tale bagaglio?
Ovviamente non voglio generalizzare: ci sono anche imprese ed imprenditori corretti. Che capiscono che se non si vuole investire sui giovani e sulle future generazioni, dopo si resta senza dipendenti e l'azienda che fine fa?
Poiché ci tengo a ricordare che un'azienda non resta in piedi solo con l'imprenditore in questione, ma anche e soprattutto con i suoi dipendenti. Ma quando costoro vengono meno per l'avidità personale del cosiddetto imprenditore, allora possono crearsi innumerevoli disagi.
Quando gli esperti iniziano a finire
Purtroppo molti lavori richiedono esperienza. E quando gli esperti iniziano a finire? Beh, allora lì servono i giovani. Ma c'è una cosa che i giovani stanno iniziando a capire, e molti hanno già capito: non tutti sono alla mercé delle aziende.
Se volete determinati lavoratori dovete anche essere disposti non solo ad assumerli, ma anche a portare loro il rispetto che essi meritano.
Pro e Contro per i giovani nel 2026
PRO (per le aziende)
- Offerta abbondante di giovani in cerca di prima occupazione.
- Costo del lavoro contenuto grazie a stage e tirocini.
- Selezione di personale già formato senza investire in formazione.
CONTRO (per i giovani)
- Salari bassi (600-1.500€) nonostante i requisiti elevati.
- Stage non retribuiti che non garantiscono un futuro.
- Mancanza di rispetto e considerazione per chi inizia.
Un punto di riflessione
Questo per tanto non deve essere un discorso generalizzato, ma ben sì un punto di riflessione per quelle aziende a cui poco importa del dipendente ma che richiedono esperti.
Conclusioni
Se le imprese non capiscono che i giovani sono fondamentali, e magari sarebbe il caso di investire su di essi e non metterli a fare le fotocopie, allora questo può creare parecchie tensioni tra i futuri lavoratori e le aziende. Perché il futuro del lavoro si costruisce oggi, dando chance a chi domani dovrà portare avanti le imprese. E se non si investe sui giovani, chi formerà i lavoratori esperti del domani?
"Non si nasce imparati, ma si diventa esperti. E per diventarlo serve qualcuno disposto a dare una possibilità. E magari anche a pagare un giusto stipendio."
Ultimo aggiornamento: 16 Febbraio 2026 - 14:30